giovedì 27 gennaio 2011

Non dimenticare, mai!


Una pace futura potrà esser veramente tale solo se prima sarà stata trovata da ognuno in sé stesso, se ogni uomo si sarà liberato dall’odio contro il prossimo, di qualunque razza o popolo, se avrà superato quest’odio e l’avrà trasformato in qualcosa di diverso, forse alla lunga in amore, se non è chiedere troppo.
(Etty Hillesum, morta ad Auschwitz a 29 anni per mano della follia nazista)

mercoledì 26 gennaio 2011

Un giorno qualunque


Anche se non respiro e non mi vedo più
in un giorno qualunque dove non ci sei tu.
Anche se aspetto il giorno, quello che dico io,
dove ogni tuo passo si confonde col mio.
Perchè tu sarai sempre il mio solo destino,
posso soltanto amarti, senza mai nessun freno.


Non basta un nome su un calendario a rendere un giorno speciale, specialmente se quel nome, pur essendo il mio, non sa più raccontarmi di me.
E il giorno che doveva essere speciale, è solo un giorno qualunque, un giorno qualunque, dove non ci sei tu.

lunedì 3 gennaio 2011

Les jeux sont fait...


Tredici è un numero fortunato o un numero sfortunato? Per chi non è superstizioso, come me, è solo un numero come gli altri.
Succede, a volte, però che numeri normali, solo perchè accadono in determinati giorni, diventano numeri particolari, che riportano alla mente episodi passati, ma ancora troppo vivi, troppo presenti...
Una strada innevata di montagna, il suono di una campana, il freddo della pietra e il calore tiepido di un camino, la luce fioca di una candela e il bagliore accecante di un sentimento coraggioso e spaventato che chiedeva strada e vita...
E gallerie buie di roccia, due mani che si stringono, occhi che si incontrano e storia che si racconta...
Si torna nel tempo, tredici lunghi passi indietro, ed è tutto ancora lì... basta annusare l'aria... tuffare il cuore nel cuscino del passato... sfiorare con la mano una scala ruvida di legno e morbida di vento, che porta all'eternità...
Ho fatto il mio gioco, la posta alta, il rischio di più...
La ruota ha girato in un verso, la pallina nell'altro... un rimbalzo... un altro... e un altro ancora... poi si è fermata... il fiato sospeso, di giocatore che sa di aver puntato tutto, troppo...
... il banco vince... e insieme alle fiches raccoglie pezzetti di me...
...le jeux sont fait, rien ne va plus...

domenica 2 gennaio 2011

2011 e un giorno


Addio, anno delle “ultime cose”, come l’ultima caramella del pacchetto, come l’ultima goccia di acqua nella borraccia, l’ultima nota della canzone che ami, l’ultimo viaggio, l’ultimo bacio, l’ultimo sorriso, l’ultima inutile promessa…
Addio, anno degli equilibri infranti, degli sguardi umidi lasciati cadere sul passato prima di chiudere la porta…
Addio, anno che hai depositato ricordi uno sull’altro senza darmi il tempo di metterli via in ordine e che ora continuo a spostare da uno scaffale all’altro della mia anima…
Addio, anno crudele che hai cambiato stagioni lasciandomi per sempre in una primavera mai sbocciata, in cui c’è sempre bisogno di un golfino per difenderti dal freddo del cuore…
Chiudo la porta e appendo al muro il calendario nuovo… nuovi giorni, tutti bianchi, tutti da scrivere…
Mi siedo per fare l’elenco delle cose con cui riempire questi nuovi giorni e mi rendo conto che i miei sono desideri troppo difficili da realizzare…
Vorrei sorridere ogni giorno e so che non lo farò, vorrei che ci fosse sempre il sole e so che non sarà così, vorrei quello che ho perso e tempo per andare a ritrovarlo e vorrei saper perdere quello che mi fa stare male, vorrei risposte alle mie domande e so che non ci saranno…
Vorrei che il velo cadesse via dagli occhi di mia madre e di mio padre e ritornassero a correre nel prato tenendomi per le mani e facendomi volare in alto, vorrei che il loro passo fosse sicuro perché adesso è così incerto il mio…
Vorrei che chi mi ha raccontato l’amore ne imparasse a conoscere il significato, vorrei che chi mi ha sorriso capisse quanto quel sorriso ha tagliato, strappato, ferito, vorrei che chi predica il bene sapesse anche farlo…
Vorrei saper vivere ogni istante di questa vita così bella e così preziosa e vorrei non importarmene di chi non se ne importa di me ma, per poterlo fare, dovrei non essere più io, dovrei sostituirmi con un’altra… ma il calendario si cambia, al calendario si volta il foglio… il cuore no, al cuore no…

mercoledì 29 dicembre 2010

Le cose che restano...


Ci sono cose che volano...come le parole, come le ore... E ci sono cose che restano... come l'amore, come il dolore...

lunedì 27 dicembre 2010

venerdì 24 dicembre 2010

E' arrivato...


...come ogni anno, è Natale...
Ma quest'anno non è "ogni anno"... quest'anno le luci non brillano... quest'anno la capanna è lontana...
E io l'avevo detto che non ero pronta...

sabato 11 dicembre 2010

Sta arrivando...


Sta arrivando... Sento i tintinnii dei campanellini, sento le zampogne da lontano e i canti dei bambini nelle chiese...
La città si veste a festa e dietro i vetri brillano le luci... Nell'aria l'odore dei camini si appoggia sulle giacche e non se ne va... E il freddo rintana in casa a rispolverare vecchie scatole di addobbi luccicanti...
In fondo alla strada si alza un polverone di stelle che quando si dirada lascia intravedere il Natale che avanza neanche troppo lentamente e che presto arriverà in piazza, nei vicoli, nelle stanze, negli occhi, nei cuori...
Ma, a differenza di tutta questa gente che corre avendo chiara la propria destinazione, io non sono pronta...
Fermatelo, questo Natale, perchè io sono qui, come una massaia che aspetta ospiti a minuti e non ha ancora infornato l'arrosto, sono qui, come una sposa che sta per andare all'altare e deve ancora stirare il suo vestito, sono qui senza addobbi, senza luci e, soprattutto, senza coperta per questo cuore infreddolito...
Fermatelo, ditegli di aspettare, di fare un giro largo prima di arrivare... Dite ai giorni di rallentare perchè ho paura che quando il Natale arriverà non potrò aprirgli la porta, non avrò pulito casa, non avrò addormentato tutte le voci che urlano forte e mi impediscono di sentire solo la sua...
E' solo l'ennesimo Natale della mia vita, ma è il primo nuovo Natale pieno di "senza", vuoto di "con" e io non so se ce la farò a viverlo davvero...

venerdì 3 dicembre 2010

Nozze di diamante


Grazie per la vita che mi avete dato e per l’amore con cui l’avete condita. Grazie per i sacrifici silenziosi che avete fatto per me e per i sorrisi con cui li avete sempre nascosti. Grazie per gli abbracci che il vostro pudore di tempi antichi vi impediva di darmi ma che scaturivano dai vostri occhi ogni volta che si posavano su di me. Grazie per le vostre mani dentro cui milioni di volte si è stretta la mia per camminare con voi incontro alla vita. Grazie per i vostri rimproveri perché mi hanno aiutato a diventare grande e per i vostri incoraggiamenti che mi hanno insegnato a credere in me. Grazie per i vostri consigli che mi sono stati utili quando li ho ascoltati e che ho rimpianto, quando, testardamente, li ho rifiutati. Grazie per la debolezza che è in voi e per la vecchiaia che segna i vostri passi e, mettendo a dura prova ogni mio proposito di pazienza, mi dà solo in parte la misura della tanta pazienza che, invece, voi avete avuto nell'insegnarmi, giorno dopo giorno, a diventare quella che sono. Grazie per esserci ancora, nonostante il passo stanco, lo sguardo appannato e la mente annebbiata dal tempo e grazie per la gioia che provo nel guardarvi sorridere ancora dopo 60 anni.
Auguri, a mia madre e mio padre, con amore infinito!

mercoledì 1 dicembre 2010

Si va...


Si va, cuore al galoppo e volto sereno...
Si va, cuore che trema e passo sicuro...
Si va, stellina timida che ha paura di brillare...
Si va, come al primo giorno di scuola, va una scolara timorosa...
Si va, senza una mano da stringere, ma con stelle tra le dita...
Si va, non c'è paura... non fa male... è solo una pagina nuova, bianca, di questa semplice vita.