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lunedì 13 febbraio 2012

February 13


Ci sono giorni che ti restano dentro, che, nonostante il trascorrere delle stagioni, si scavano una nicchia dentro l'anima, la chiudono a chiave e ci dimorano per sempre. Sono i giorni che segnano, con il loro marchio tutti i giorni a venire, i quali, anche se sembrano apparentemente sereni, portano con sè un pò di quella dolorosa malinconia. E così, poi, quando questi giorni si ripetono, la malinconia si dilata, la tristezza, che non se n'è mai andata via, prende più spazio e vela lo sguardo. Sono i giorni del terremoto del cuore, dei vetri e sogni infranti, dei sassi pungenti sotto i piedi, di mille lame sulla pelle, del freddo intenso che nessuna fiamma sa scaldare, neanche quella felpa che è sempre la stessa, che tu continui a stringerti addosso, ma che non porta più quell'odore che ben conoscevi. E vorresti trovare la chiave per aprire il nascondiglio e scacciare via la nostalgia e i ricordi, la tenerezza e l'amore che, nonostante gli schiaffi presi in piena faccia, continui a portare dentro... vorresti raccontarti che passerà, questo giorno, che si scioglierà come la neve che oggi fa tanta paura, ma sai che non passerà, perchè questo giorno ti ha marchiato a fuoco il cuore e ha lasciato una ferita profonda e se anche la ferita guarisse in superficie, la carne sotto di essa continuerà a bruciare, sempre.

domenica 27 novembre 2011

Avvento


Si ricomincia un altro anno, in compagnia di Marco... Ancora Marco... Pensavo di non poter sopravvivere un giorno, invece sono sopravvissuta fino a qui, trascinandomi dietro un'anima lacerata che ancora cambia le bende alle sue ferite...
La salita è dura, pesante, con strappi che sembrano impossibili da superare, eppure se ogni giorno questa vita mi costringe ad alzarmi dal letto ed a vivere una nuova giornata di assenza, posso riuscire a superare anche le salite più ardue...
E poco importa se questo "cammino verso..." che inizia oggi, ha per me sempre la stessa destinazione: una pace che non ho più, una gioia che è smarrita, un sorriso che non si riaccende, nonostante gli sforzi...
E' stato come aver vissuto lunghi anni su uno di quei pullman turistici panoramici, dalla cima dei quali puoi vedere tutte le bellezze di un determinato posto... Ecco, io dalla cima di quel pullman ho visto tantissime cose belle, peccato che il mio sguardo si manteneva sempre alto, perchè se solo si fosse abbassato un pò, avrei potuto notare anche le cose brutte che il posto che stavo vivendo nascondeva... E poi un bel giorno quel pullman si è fermato e io ho dovuto scendere e, nello scendere, non ho potuto fare a meno di mettere i piedi nel fango, ed è stato allora che il cuore mi è scivolato dal petto ed è rotolato via da me...
Il mio cammino d'Avvento è seguire il percorso di quel cuore che continua a scappare da tutto il male che ha incontrato e che ha paura di tornare indietro e riprendere il suo posto...
Chissà se lo raggiungerò mai, chissà se riuscirò a convincerlo che ci sono ancora tante cose belle da vedere, ci sono nuovi pullman su cui salire, ci sono altri sorrisi da sorridere...
Intanto è di nuovo novembre, è di nuovo Avvento, è di nuovo Marco... il vangelo di Marco...

venerdì 7 ottobre 2011

Certi giorni...

Certi giorni vorresti dire tante cose, ma poi finisci per non dirne neanche una... Certi giorni hanno addosso l'odore della nostalgia che toglie sapore ogni cosa... Certi giorni sono come una sciarpa di seta che vorresti tenerti al collo e che invece scivola sempre giù dalla schiena...Certi giorni senti il vento che sussurra e cerchi di ascoltare cosa vuole raccontare, ma ti accorgi che non parla a te... Certi giorni sono colla spalmata addosso che appiccica e soffoca... Certi giorni sono lontani, lontani come i giorni che devono arrivare... Certi giorni sono vicini, vicini come i giorni passati che non vogliono passare... Certi giorni senti forte il silenzio che ti rimbomba nelle orecchie e vorresti alzare al massimo il volume del mondo per non sentirlo più... Certi giorni si stampano addosso come un marchio a fuoco e nessun tempo li cancella via...



Capita, in certi giorni,
di frugar pensieri senza trovar pace,
virtuosismi della mente arrancante nel vuoto,
ingarbugliata in fili,
passivamente incatenata
ad un presente che era futuro ed è già passato.

mercoledì 7 settembre 2011

L'incontro


Ad un certo punto arriva, per qualcuno, un bel giorno in cui diventa chiaro che non si può scappare per sempre, non si può sfuggire in eterno a se stesso, alle proprie bugie, ai propri errori, al male che si è fatto, consapevolmente o senza rendersene conto. E' quel momento in cui ci si sveglia nel cuore della notte e ritornano alla mente degli occhi, un volto, un sorriso, delle lacrime che non fanno più prendere sonno. E forse si comincia a capire che si sta avvicinando il giorno in cui è necessario far pace con quelle ombre, in cui bisogna tirare giù dal soffitto quel palloncino che se ne sta da troppo tempo attaccato lì, con la sua cordicella colorata a penzolare.

Spesso, poi, tutto questo coincide, per qualcun'altro, con il momento in cui è necessario rituffarsi in uno sguardo che si è amato e che ha ferito, ferito fin nel più profondo... un momento in cui il bisogno di verità è così urgente da fare male... un momento in cui sentire sotto le dita il calore familiare che, da solo, bastava a riempire una vita... Ora invece rimangono solo quei ricordi crudeli che assalgono quando uno non se lo aspetta e lasciano un lieve dolore dove gola e petto si uniscono e per quanto si deglutisca non se ne va giù.

Può accadere, infine, che questi due desideri riescano anche ad incontrarsi, a coincidere, a battere nello stesso momento... Può bastare una data, un evento, una città, il ricordo di istanti in cui l'incontro di occhi, l'ascolto delle parole, era l'eternità...
Può bastare poco, l'occasione la dà il tempo, a noi basta presentarci all'appuntamento...
"Siamo infatti ospiti di un evento che ci trascende e nelle cose d'amore nulla possiamo decidere".

mercoledì 2 febbraio 2011

Fedeltà


Un potente sovrano viaggiava nel deserto segui­to da una lunga carovana che trasportava il suo favo­loso tesoro d'oro e pietre preziose.
A metà del cammino, sfinito dall'infuocato river­bero della sabbia, un cammello della carovana crol­lò boccheggiante e non si rialzò più.
Il forziere che trasportava rotolò per i fianchi della duna, si sfasciò e sparse tutto il suo contenuto, perle e pietre preziose, nella sabbia.
Il principe non voleva rallentare la marcia, anche perché non aveva altri forzieri e i cammelli erano già sovraccarichi. Con un gesto tra il dispiaciuto e il ge­neroso, invitò i suoi paggi e i suoi scudieri a tenersi le pietre preziose che riuscivano a raccogliere e por­tare con sé.
Mentre i giovani si buttavano avidamente sul ric­co bottino e frugavano affannosamente nella sabbia, il principe continuò il suo viaggio nel deserto.
Si accorse però che qualcuno continuava a cam­minare dietro di lui. Si voltò e vide che era uno dei suoi paggi, che lo seguiva ansimante e sudato.
«E tu» gli chiese il principe, «non ti sei fermato a raccogliere niente?».
Il giovane diede una risposta piena di dignità e di fierezza: «Io seguo il mio re».

E' difficile rimanere fedeli a sè stessi e alle proprie promesse, se ci si lascia abbagliare dai luccichii ingannevoli del mondo... si finisce col perdere la guida, la dignità, la strada e ciò che conta davvero...

mercoledì 6 ottobre 2010

Ricorrenze (4)



C'era tutto... i girasoli e l'allegria... fiori nei vasi e candele accese... attese e batticuore... desiderio d'infinito... certezza di eternità...
Scivolo lenta, come olio che cola... mi trascino verso il niente... riempio il calice per un brindisi che non ci sarà... galleggio in mezzo a schegge di vetro rotto...
C'era già tutto... c'ero anche io e c'eri anche tu... e anche le tante mancate verità...
Festeggi chi non sa... chi sa, si vergogni...

martedì 14 settembre 2010

Ricorrenze (3)


Ogni giorno, ogni passo, ogni respiro, ogni battito di ciglia è una scelta... una scelta che ci indirizza verso una o un'altra direzione...
E succede un giorno in cui la scelta che fai è quella che ti cuci addosso per la vita… E' quell’abito che indossi e che non togli più… E' la porta che varchi per non tornare più sui tuoi passi… E' la direzione che prendi, a dispetto dei venti e delle correnti contrarie.
Ma se non sei abbastanza forte… se non hai il coraggio della tua idea, se hai varcato una porta e non l'hai chiusa dietro di te, se quell’abito prima lo indossi e poi lo togli, per tornare a indossarlo di nuovo e di nuovo a toglierlo, non potrai mai dire di aver scelto...
E quello che dovrebbe portare gioia, farà piangere qualcuno... quello che dovrebbe renderti fiero di te, ti farà vergognare di esistere...

giovedì 26 agosto 2010

Le amiche...


...auguri a Daniela (l'autrice del ricamo del titolo!)...e auguri ad Alessandra... mie amiche che, in modi diversi, mi sopportano e non sanno quanto... che mi ascoltano e non sanno quanto... e a cui voglio bene e non sanno quanto...

lunedì 9 agosto 2010

La verità...


"(...) È dura questa notte dei sensi, i sensi sono infatti come le finestre da cui entra in noi la luce della conoscenza, di essi non si può fare a meno; ma tramite i sensi l'uomo rischia di legarsi al mondo come luogo in cui appagare le proprie brame senza regole. Questo modo di comportarsi diviene quasi come una seconda natura spesso inconciliabile con la vita di fede.(...)"(Edith Stein)

martedì 20 luglio 2010

Ricorrenze (2)


“E se fosse per sempre, mi stupirei!”
Una canzone alla radio dice proprio così. Naturalmente nella canzone si parla di amore (di cosa, sennò?...)... dell'amore verso una persona.
Ma l’amore non sempre è solo nei confronti di una persona, c'è amore anche per un’idea, per un progetto comune, per un sogno da realizzare…
Un amore che se fosse per sempre, oggi, susciterebbe stupore, vista la velocità con cui si bruciano incontri, con cui si intessono relazioni che durano il tempo di un battito di ciglia e, soprattutto, con cui si abbandona, senza ripensamenti, quello che fino a qualche giorno prima sembrava lo scopo unico della propria vita.
Ecco che ci si chiede se l’uomo sia davvero capace di perseverare nell’amore, che sia verso l’altro oppure verso un’ideale; se sia capace di vivere la bellezza e il sacrificio che l’amore porta in sè, di sentirne la fatica, di assaporarne il gusto prelibato?
Quanta fedeltà c’è nell’essere umano e, soprattutto, quanta fedeltà egli ha nei confronti di se stesso?
Già, il punto cruciale è questo: rimanere fedeli a se stessi, a quello in cui si crede, a quello che si pensa, a quello che si dice, a quello che si progetta, è la cosa più difficile.
Perché mentire agli altri è semplice: basta mettersi una bella faccia, mascherarsi gli occhi, affittare il sorriso migliore e fare finta di essere quello che non si è.
Cosa ben più difficile è mentire a se stessi: non c’è bella faccia e bel sorriso che tengano; la coscienza sa bene quale sia il vero volto di chi la ospita, ne conosce lo sguardo falso e il sorriso finto…
E mentire alla propria coscienza è quanto di più degradante possa capitare ad un uomo, è l’offesa più grande che egli possa fare al dono della vita e della ragione che gli è stato dato…
Ecco perché chi non è fedele a se stesso, non riuscirà mai neppure ad essere fedele nè ad un’idea, nè ad un progetto e, men che meno, ad una persona!

mercoledì 14 luglio 2010

Ricorrenze...


Le persone che lasciano questa terra non se ne vanno mai del tutto. Rimangono con noi con i ricordi e, soprattutto, con gli insegnamenti che ci hanno lasciato. Tener fede a quegli insegnamenti attraverso una vita coerente e leale, attraverso il rispetto dei sentimenti e della dignità dell'altro, è l'unico modo per continuare ad amare chi non c'è più e l'unico modo per non sentirne ancora di più l'assenza...